Palio dei Colombi

Dal 18/07/2026 al 09/08/2026

UMBRIA, AMELIA (TR)

Anno del Signore 1346, alla luce della candela la pergamena mostra nitide le parole ed il capolettera rosso, vergati con cura. Il notaio Pietro di Gregorio Bonagrazia aspetta che l’inchiostro si asciughi. Il documento prenderà posto nell’armarium, tra i libri del Comune che il cancelliere è tenuto a compilare e tenere in ordine.

​Anno 1976, in quello stesso archivio, monsignor Renzo Civili ritrova le carte vergate dal notaio, che contengono lo Statuto della città di Amelia del 1346. Presentano nel dettaglio la vita istituzionale della città, ne esplicano le leggi penali e civili che regolano la vita di artigiani, nobili, armati, contadini, in parte anche ecclesiastici.

Ogni anno, dal 1977, ad Amelia, grazie soprattutto a quei fogli antichi, gli Amerini dànno vita al loro Medioevo, attraverso le rievocazioni storiche dei momenti più importanti per la comunità: eventi istituzionali (corteo storico delle contrade, giuramento del podestà e degli ufficiali, elezione degli anziani e dei dieci del popolo), la giostra cavalleresca, il tiro con la balestra da banco, benedizioni e battesimi.

Camminare per Amelia durante le due settimane della manifestazione storica significa immergersi completamente nella vita delle contrade. Per conoscerle, per capire le loro origini e i loro nomi, bisogna addentrarsi nella città antica e lasciare che i colori delle bandiere e degli stemmi ti portino dall’una all’altra, che la città te le racconti come solo lei può fare. Partendo da Porta Busolina (oggi Porta Romana) siamo nel Borgo anche nel Medioevo la via principale, in cui si affacciavano botteghe di commercianti e artigiani: il blu e il rosso sono i colori della contrada Crux Burgi.

Salendo fino ad arrivare alla Platea Major (oggi via Garibaldi): qui i colori cambiano, il blu, il bianco e le croci in campi contrapposti della famiglia Cansacchi ci dicono che siamo nella contrada Platea. La Loggia del Banditore domina il lato sud della piazza; accanto ad essa la colonna a cui venivano legati i debitori per la fustigazione.

Amelia e le sue contrade sono solo la cornice, il contenitore, cinto da mura millenarie, in più parti ciclopiche e poligonali, in cui si è sviluppata la vita di una comunità che vive e risiede in modo stanziale da migliaia di anni, su una collina ripida eppure ampia, ricca di acqua, di verde, di palazzi quattrocenteschi e cinquecenteschi, in cui trova posto un teatro bellissimo in piena efficienza e ben custodito.

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